FIAT “PANDA 30” NEL 1980 NASCEVA UN’ UTILITARIA DAL SUCCESSO ANCORA ATTUALE L'ARTICOLO SPIEGA LA NASCITA E LA STORIA DEL FORTUNATO MODELLO DELLA CASA TORINESE

Nei suoi più di cento anni di attività produttiva, la Fiat ha costruito modelli per tutte le fasce d’utenza: utilitarie, vetture di media cilindrata, di prestigio e di rappresentanza, spider e coupè, veicoli commerciali ed industriali.

Ma sono sicuramente le utilitarie che hanno dato maggior soddisfazioni alla Casa, grazie a volumi di vendita ingenti, destinati ad una clientela ampia.

Con le utilitarie la Fiat ha contribuito fortemente allo sviluppo sociale ed economico del Paese, fin dal secondo dopoguerra.

La prima, vera, utilitaria fu la “Topolino”, cioè la mitica berlina tipo “500”, prodotta nelle tre versioni base più i furgoni e le trasformabili (500, 500B, 500C) dal 1936 al 1955.

Erede, non meno importante e più longeva della Topolino fu la Fiat “600”, prodotta in versione base, trasformabile, multipla e multipla per taxi, D nelle varie versioni.

La “600” venne prodotta negli anni dal 1955 al 1970 e altrettanto lilevante nella storia della Casa fu la “Nuova 500” nata in versione trasformabilenel 1957 ed evolutasi con la D, la L, la Sport, la Giardiniera, le Abarth, le Giannini, le Francis Lombardi, le Steyr-Puch, la R, la “500” fu costruita fino al 1975 in 4.250.000 esemplari.

Questa vettura fu sostituita dalla Fiat “126” che rimase in produzione dal 1972 al 2000.

Vista 3/4 anteriore: data l’essenzialità di costruzione si notino i vetri perfettamente piatti compreso il parabrezza

 

 

 

La Panda 30, 45 e 34 (1980-1984)

 

Certificato di omologa Panda DGM 19885 OM del 1979 della Fiat Panda tipo 141A.

Mentre era in piena produzione la Fiat “126” con motore e trazione posteriori, nel Marzo 1980 fu presentata la Panda che, seguendo la nuova tipologia meccanica della Fiat di quegli anni, presentava motore e trazione anteriori.

Per la Fiat era il progetto “141” ma, sulla nuova scia di denominazione dei modelli iniziata con la “Ritmo”, fu chiamata, con un nome di fantasia.

La Panda è stata disegnata da Giorgetto Giugiaro come vettura per i giovani: robusta, spartana, adatta a tutte le condizioni d’uso ed economica sia come prezzo d’acquisto sia come costi di gestione.

Il suo punto di forza erano gli interni molto semplici, progettati con grande maestria con un cruscotto razionale, molti vani portaoggetti, sedili anteriori a sdraio e amaca posteriore che potevano essere reclinati orizzontalmente formando un’ unica superficie complanare dal volante al portellone posteriore in modo da creare un letto di fortuna.

Un’altra prerogativa che consentiva di contenere il prezzo al pubblico era quella di avere i cristalli piatti compreso il parabrezza anteriore.

Questa vettura diventerà la più commercializzata del Gruppo Fiat raggiungendo la considerevole cifra di oltre 4.500.000 di esemplari venduti.

Il debutto fu in doppia versione: la “Panda 30” e la “Panda 45” che, di carrozzeria si differenziava solo per la presa d’aria sulla calandra anteriore spostata a sinistra.

La prima con motore di due cilindri di 652 cc di cilindrata raffreddato ad aria derivato dal bicilindrico della Fiat “126” e la seconda con il quattro cilindri di 903 cc nato per la Fiat “127” e la Fiat “850 Coupè” e “Spider” seconda serie.

La vettura si distingueva per la sua notevole maneggevolezza grazie ad una lunghezza di 3.380 mm, una larghezza di 1.460 mm e un’altezza di 1.445 mm ed un peso a vuoto di 650 Kg.

La Panda 30 ebbe subito un successo commerciale inaspettato, anche per la Fiat e i tempi di consegna si allungarono fino a quasi un anno.

Nel 1982 fu affiancata dalla “Panda 34” equipaggiata con il quattro cilindri di 843 cc della Fiat “850” e destinata esclusivamente all’esportazione.

Foto degli interni della Fiat “Panda 30”
Immagine del motore bicilindrico da 652 cc.
Immagine della parte anteriore della “Panda” si noti la grigliatura nella parte destra della “30” mentre sulla “45” l’aveva a sinistra

L’ evoluzione della “Panda”

 

I modelli base furono affiancati nel 1983 da una vettura piuttosto rivoluzionaria, a quattro ruote motrici, con sistema di trasmissione integrale a inserimento manuale sviluppato dalla consorziata austriaca Steyr-Puch.

La “Panda 4×4” montò un motore 965 cc della “A112 Elegant” e diede vita a un modello fortemente caratterizzato che ancora oggi gode dell’interesse del pubblico e viene utilizzato, oltre che su strada, su terreni impervi e su neve.

La “Panda 4×4” ha partecipato per diversi anni alla Parigi Dakar.

Nel 1986 uscì la seconda serie della Panda, denominata tecnicamente Restyling 141 A, immutata nella linea, ma contraddistinta dall’introduzione di nuovi motori: 750 e Fire 1000, che poi diventeranno rispettivamente 900 e 1100 ed il piccolo diesel 1301 cc derivato dalla Fiat “127” e dalla “Uno”.

Fu approntata anche una modesta produzione di “Panda Elettra” la versione elettrica che non ebbe sviluppo specialmente a causa dell’ingombro e del peso notevole delle batterie.

Immagini della “Panda” 3° serie
Interni Panda 3°serie

Nel 2003, dopo 23 anni di produzione, debuttò la terza serie con caratteristiche profondamente differenti sia di carrozzeria questa volta firmata da Bertone, che di meccanica.

Vennero introdotte quattro portiere e la vettura assunse l’aspetto di piccola monovolume.

La vettura conservò, tuttavia, la tradizione felice del nome Panda.

Infine, l’epopea della Panda continua dal 2012 con la quarta serie nuovamente rivisitata nella carrozzeria ad opera del Centro Stile Fiat, e nella meccanica, soprattutto con l’introduzione del motore bicilindrico Twin Air di 900 cc.

Trentaquattro anni di produzione hanno ormai consentito alla Panda di essere sinonimo di vettura razionale, pratica, efficiente ed economica.

Una curiosità per mesi si era discusso il nome per questa vettura a partire dalla terza serie, volevano chiamarla “Gingo”poi Lapo Elkann ha deciso il destino del nome di chiamarla “Nuova Panda”.

Panda 4°serie

 

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6 commenti su “FIAT “PANDA 30” NEL 1980 NASCEVA UN’ UTILITARIA DAL SUCCESSO ANCORA ATTUALE L'ARTICOLO SPIEGA LA NASCITA E LA STORIA DEL FORTUNATO MODELLO DELLA CASA TORINESE

  1. I think this is one of one of the mkst regressive relocate the background of Wikipedia – by
    putting in a login ‘barrier’ i would certqinly think a lot of the casual (however as you pointed out, extremely vital) contibution is put off. http://charlesfilterproj1.com/

  2. Hello and thanks for the comment, here no one is put off indeed we urge us with your inquiries to always do well

  3. Sto restaurando una Panda 4×4 con gli interni “minimal” disegnati da Giorgetto Giugiaro (uguali alla Foto degli interni della Fiat “Panda 30” pubblicata) e mi servirebbe un disegno con le dimensioni del sedile posteriore, poiché mancante.
    Potete aiutarmi?
    Grazie.

  4. Buongiorno Paolo,
    Noi, purtroppo non abbiamo nulla riguardo ai sedili.
    L’unico consiglio sarebbe acquistarne uno nei mercatini o usato.
    Se è l’interno delle foto devi acquistare un sedile con gli incastri rapidi.
    Sarebbe molto difficile anche dai disegni rifarne uno ex-novo.
    Saluti,

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