LA NASCITA E PRODUZIONE DEL MOTORE “FIRE 1000” L'ARTICOLO SPIEGA LA NASCITA E LA PRODUZIONE DEL MOTORE "FIRE 1000"

La nascita e produzione del motore “Fire 1000” ha una data ben precisa: 30 Marzo 1985 e in quel giorno l’avvocato Agnelli e il presidente della repubblica Sandro Pertini inaugurarono la terza ala dello stabilimento di Termoli, nel Molise.

In questo stabilimento avrebbe prodotto uno dei motori più importanti per la casa torinese, il “Fire 1000”.

Il quattro cilindri “Fiat” universalmente chiamato Fire che sta per Fully Integrated Robotized Engine è un motore che fa parte della nostra storia.

Era l’estate del 1980 quando la casa Fiat decise di sviluppare questo nuovo motore che, però bisogna aspettare un’ anno dopo e precisamente nel Luglio del 1981 per vedere il primo prototipo in funzione sul banco prova dei laboratori di Fiat Auto a Mirafiori.

Il secondo semestre dell’anno viene utilizzato per affinare il progetto attraverso mesi di sperimentazione e i risultati sono ottimi: il nuovo motore consuma il 15% in meno del 903 montato sulla “127”.

Questo risultato viene confermato anche da ulteriori prove quindi si pensa alla progettazione dello stabilimento di Termoli che doveva “sfornare” oltre 2000 motori al giorno.

Il 1982 e il 1983 sono anni di ulteriori ricerche e miglioramenti per questo nuovo motore tanto che viene interpellato il Centro Stile Fiat per rendere il motore più “bello”.

Il 1984 viene interamente dedicato per allestire le officine e da qui incomincia la produzione in preserie.

Il 18 Settembre del 1984 al Centro di Orbassano viene ufficialmente presentato al pubblico il “Fire 1000”.

Lo sviluppo del “Fire 1000” ha coinvolto numerosi settori tecnologici, produttivi e di test messi a disposizione da Fiat Auto e da altre aziende di primaria importanza.

Partiamo con i laboratori di Fiat Auto per arrivare alle gallerie del vento e alle stanze climatiche, ai circuiti di prova di La Mandria e quella di Nardò.

Il Centro Ricerche Fiat ha anche contribuito nelle ricerche per il motore “Fire 1000”.

La progettazione degli impianti e di tutto ciò che serviva a produrre questo nuovo motore è stato affidato a Fiat Engineering, mentre per l’allestimento delle linee di montaggio di Termoli 3 la Fiat ha richiesto la collaborazione della Comau che, tra l’altro, ha allestito la sala motori automatica più sofisticata del mondo.

Un’altra grande novità è rappresentata dallo sviluppo del nuovo stabilimento con le officine che sono nate in parallelo con questo motore “Fire 1000”.

Con il target giornaliero fissato ovvero 2.100 motori al giorno cioè uno ogni 20 secondi, il sistema di produzione doveva essere già pensato per garantire un’ elasticità tale da permettere variazioni tra i 1.800 e i 2.600 motori al giorno.

In questo stabilimento doveva poter produrre anche altre versioni derivate dal Fire 1000, quindi si hanno cinque linee di lavoro totalmente parallele, il magazzino e le aree di montaggio per teste cilindri, gruppo biella-stantuffo e basamento.

Inoltre le aziende fornitrici in esterna troviamo: Weber, Magneti Marelli, Gilardini e Teksid per la costruzione del “Fire 1000”.

INGEGNO ITALIANO

Il collettore di aspirazione è un prodigio della tecnologia meccanica perchè Teksid utilizza per la prima volta all’interno di una produzione per grande serie il sistema di fusione Policast che fa uso di modello in polistirolo espanso a perdere.

La testata è in lega di alluminio ed è anch’essa marchiata Teksid: Fiat fu la prima casa automobilistica ad adottare una testa in lega di alluminio per la produzione in serie del motore “Fire 1000”.

I transfer dette anche transferte erano 53, 9 torni automatici, 24 le rettificatrici automatiche più 19 lavatrici in trasferta, altre 19 macchine di lavorazione speciale e altre 14 a controllo automatico.

Per realizzare le testate vengono utilizzati 13 transfer per 88 operazioni di lavoro.

Alla fine della linea di produzione, in aggiunta ai controlli messi in campo durante le lavorazioni, i calibri automatici programmabili eseguono sui pezzi finiti una serie di controlli dimensionali e geometrici.

In pochi secondi vengono effettuati ben 84 controlli su tutte le facce della testata e i risultati sono stampati su un apposito documento.

Stabilimento di Termoli 3: Isola di montaggio manuale completamento motore “Fire 1000”

 

Con le sue 19 stazioni per la prova a ciclo automatico, le 10 stazioni di riparazione e le 12 di preparazione e scollegamento, queste sale sono servite per mettere alla prova i motori secondo specifiche di progetto e collaudo.

Il collaudo ha interessato tutti i motori prodotti e le prove vengono effettuate con cadenza definita: 1,05 minuti a freddo su tre banchi automatici, 1 minuto e 20 secondi per la prova dinamica all’interno di 4 cabine automatizzate e infine quella da 4 minuti e mezzo per le prove a caldo in altre 12 cabine sempre automatiche.

Un ulteriore banco prova è stato dedicato ai test di durata e affidabilità effettuati in percentuale sui motori collaudati.

A soli 30 mesi dall’inizio della produzione dal Gennaio 1985 il motore Fire 1000 prodotto da Fiat raggiunse il fatidico milione di unità prodotte.

Entrò nella storia perchè per la prima volta che un unità venne prodotta in tanti esemplari e in poco tempo!

La capacità produttiva a pieno regime arrivò addirittura a 3.000 motori al giorno e fu il risultato dell’innovazione industriale che portò alla realizzazione dell’ impianto di Termoli 3, quello che allora fu l’impianto più automatizzato al mondo.

Vi rinvio al link della casa: https://www.fiat.it

Stabilimento Termoli 3: Controllo rugosità e caratteristiche fisiche di superficie sulle canne cilindri mediante raggio laser

Spaccato del motore “Fire 1000”
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