FIAT Trepiùno SI PREPARA LA NASCITA DELLA “500” LA NASCITA DELLA "500" RACCONTATA IN QUESTO ARTICOLO

Nel 2004, al Salone di Ginevra, la Fiat ha presentato Trepiùno, la concept-car ideata dal Centro Stile Fiat che rappresenta un “Ritorno al futuro”, parleremo di Fiat Trepiùno.

Il prototipo, infatti, reinterpreta in chiave moderna le vetture che hanno segnato la prima vera motorizzazione di massa nel nostro Paese.

Le citazioni della “Nuova 500” sono, più che evidenti nella linea.

Su di una lunghezza totale di soli 3,3 metri, i designer hanno allungato l’abitacolo, ottenendo una forma piacevole caratterizzata da una spiccata luminosità nella vista laterale, da un cofano molto corto, e da sbalzi oltre le ruote ridotti al minimo.

Sono tanti i riferimenti al passato ma con una particolarità: tutti gli elementi vengono riproposti su Fiat Trepiùno solo dopo aver meditato sulla loro effettiva necessità a bordo di un’auto moderna, rivedendone le funzioni e i materiali o addirittura trovandone nuovi usi.

Vista degli interni della Fiat “Trepiùno”

 

Per esempio, incastonati sul frontale i due proiettori anteriori sono accompagnati dai due fanalini ausiliari e sono espressione della tecnologia più raffinata.

I fanali posteriori, invece, funzionano con degli schemi LCD, che visualizzano in maniera “grafica” le indicazioni da segnalare: la comunicazione passa così dall’interno all’ esterno della vettura.

Altro esempio di rilettura stilistica è rappresentata dalla famosa capote di tela che oggi su Fiat Trepiùno viene interpretata con uno sky-dome.

Posto in continuità con il parabrezza, il vetro di grandi dimensioni offre una lettura lineare e luminosa del padiglione, mettendo in risalto le due arcate dei montanti.

Infine la parte posteriore ripropone su Fiat Trepiùno un concetto di portellone con la soglia più alta e che integra il lunotto e lo spoiler del tetto.

La soluzione adottata si dimostra molto pratica per le operazioni di carico e scarico degli oggetti di tutti i giorni.

Dalla linea esterna agli interni.

Vista laterale della Fiat “Trepiùno”

 

I designer hanno prestato la massima attenzione e cura dei dettagli, senza mai perdere di mira la semplicità che è il tema principale della nuova vettura Fiat Trepiùno.

Semplice, infatti, non significa “scarno” ma è un termine che racchiude una particolare impostazione stilistica e costruttiva tesa alla “fruizione semplificata”.

Ecco allora un abitacolo arioso e capiente, un ambiente dove vivere bene e a proprio agio tutto il tempo trascorso a bordo della vettura Fiat Trepiùno.

Oltre ad essere un luogo accogliente e protettivo grazie all’ampio anello che delimita l’intero spazio interno.

Vista posteriore e dall’alto della Fiat “Trepiùno”
Esempi di abitabilità della Fiat “Trepiùno”

 

L’arredamento è costituito da sedili anteriori il cui spessore è minimo, ma il comfort è migliore di quello che si ottiene dalle tradizionali imbottiture.

Infatti, sono realizzati in uno strato di poliuretano morbido che si completa con una struttura di poliuretano più rigido creando così un “sandwich” elastico e confortevole capace di assorbire tutti i carichi e, soprattutto, di non sottrarre volume e spazio.

Grazie a questi sedili si raggiunge uno spazio di abitabilità posteriore tale da creare altri due posti, questa volta ottenuti “animando” schienali e cuscini in maniera intelligente.

Gli schienali sdoppiati si ribaltano in avanti per creare la classica estensione del vano di carico oppure ruotano verso l’alto in modo da ricavare una copertura agli sguardi indesiderati del baule ampliato.

Tutto ciò permette di riconfigurare l’interno in base ai diversi impieghi della vettura, oltre che di ospitare dietro persone di statura alta.

Si tratta della caratteristica configurazione “3 + 1” che prevede l’avanzamento molto in avanti del sedile del passeggero anteriore, quasi “inghiottito” dalla plancia.

Quest’ultima, infatti, si sgonfia attraverso un procedimento di trasformazione e lascia lo spazio libero alle gambe del passeggero anteriore.

In questo modo, aumenta lo spazio a disposizione di chi siede sul sedile posteriore corrispondente.

Grazie alle nuove tecnologie di materiali, Fiat Trepiùno è la prima vettura che supera le classiche soluzioni “2 + 2” di alcuni coupè o spider ma anche quelle di tante city-car che limitano l’abitabilità a soli 2 posti anteriori.

Il prototipo introduce il concetto di “3 + 1” anche ai veicoli con spazio posteriore ridotto.

Merito di un’architettura innovativa capace di adattarsi alle esigenze di trasporto più comuni e di soddisfare il maggior numero di utenti possibili: 2 posti, 3 posti, 3+1 posto di emergenza.

In sintesi, il prototipo Fiat “unisce” il vano baule con la plancia attraverso una serie di trasformazioni possibili tanto da rappresentare un concetto di riconfigurabilità totale degli interni.

Tra l’altro, la plancia merita un discorso a parte per via della sua forma e delle funzionalità che offre.

Il volume di Fiat Trepiùno propone una soluzione innovativa e capace di contenere la struttura e gli equipaggiamenti di un cruscotto moderno.

Due contenitori “a cassetto” sulla zona superiore e una consolle centrale i cui comandi agiscono “sotto-pelle”, cioè basta sfiorarli per vedere un segnale luminoso seguire i movimenti dell’utente e recepire il suo input.

Dalla stessa consolle affiora un display a cristalli liquidi che visualizza il menù di un altro comando multifunzione a sfioramento, è sistemato tra i sedili anteriori e quindi può essere utilizzato in maniera intuitiva e semplificata senza abbassare lo sguardo.

L’impiego della luce aiuta il guidatore ad avere una risposta su qualsiasi operazione impostata: dalla temperatura del condizionatore fino all’attivazione dei servizi principali.

Un’altra applicazione luminosa riguarda la marcia notturna e la percezione dell’abitacolo durante la stessa, grazie ad alcuni LED nascosti nel pavimento e nelle tasche delle porte.

Un design originale per rispondere ad un nuovo trend di consumo cosiddetto “postmoderno”, cioè della “citazione” di forme e stili del passato riletti in chiave attuale.

Dalla moda alla musica, dall’arredamento, al life style: il termine “postmoderno” riaffiora negli ultimi anni Novanta e ispira i designer di tutto il mondo per le loro collezioni.

Un look che a odori e colori dal sapore retrò, accosta simboli, oggetti e stili palesemente moderni.

Un mix di passato e futuro, dunque, una ricerca stilistica e costruttiva che si allontana dal prodotto di massa per approdare all’oggetto unico.

Se volete potete andare a vedere la presentazione attraverso questo link: https://www.youtube.com/watch?v=e9Qa6RM15gg

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IL CLUB DEL FUTURO “CUORE E CARBURATORE” L' ARTICOLO SPIEGA CHE COS' E' IL CLUB "CUORE E CARBURATORE"

“Cuore e carburatore” è un’associazione no-profit, organizzano raduni, eventi e manifestazioni tutti completamente gratuiti.

“Cuore e carburatore” ha una raccolta fondi facoltativa che va in beneficienza.

Se volete saperne di più su questa associazione, vi rinvio al link: https://solocuorecarburatore.wixsite.com/2015

Dopo circa 10 anni che il nostro delegato non partecipava più ad un raduno sia di auto che di moto, e, a distanza di dieci anni, abbiamo visto l’evolversi della vita associativa degli appassionati delle due e quattro ruote.

L’ evento di Domenica 24 Settembre 2017 svoltasi presso il Centro Commerciale “Auchan” di Torino.

Chiediamo al relationship manager di “Vintagegroup” come si è trovato: “Benissimo, direi non potevo chiedere di meglio!”.

Nella giornata si sono radunate sul piazzale dell’ ipermercato  numerose auto non solo di marca Fiat tra cui Lancia, Alfa Romeo, Mini, Volkswagen, Autobianchi e Renault e numerose moto.

“Mi sono divertito soprattutto perché ho visto tutta la produzione motoristica degli ultimi 80 anni: dalla “Balilla” alla Cinquecento Abarth quella più recente ai modelli amati nella mia adolescenza tra cui Renault  5 GT Turbo, “Uno” Turbo i.e.”.

Cosa ti ha colpito di più di “Cuore e carburatore” club di appassionati di auto e moto storiche?

“Non ho ancora avuto il piacere di parlare con i membri del consiglio direttivo anche perché Domenica c’era tanta gente e logicamente non si poteva… però l’ho visto come un club del futuro nel senso che rispetto ai nostri che, anche se le nostre cariche sociali non sono retribuite, loro sono riusciti ad abbattere i costi di gestione di un’associazione e quindi i ricavati poterli dare in beneficienza, i loro raduni sono completamente gratuiti ma se si vuole si può contribuire con un’ offerta che va poi in beneficienza”.

Il responsabile delle relazioni esterne dice ancora “Straordinari due volte: sia per la beneficienza e poi perché radunano gente di qualunque ragione sociale: dal ragazzo giovane con la sua “Seicento” o “Uno” Turbo i.e. al signore più anziano con la “Balilla” in maglietta e pantaloncini, io che per anni dovevo girare in giacca e cravatta sotto il sole a quaranta gradi perché rappresentavo un marchio”.

Tu, che da oltre vent’anni sei nell’ambiente autostorico cosa consiglieresti?

“Ognuno fa quello che crede nel miglior modo possibile poi ci saranno sempre dei detrattori che trovano sempre qualcosa di sbagliato…personalmente non posso consigliare nulla anche perchè non mi occupo di organizzazione ma di amministrazione poi come dico sempre ai miei collaboratori prendetevi meno sul serio e rispettate il prossimo e quello che fa”.

Chiediamo al responsabile se parteciperà ancora: “Certamente, mi sono trovato a mio agio e penso che stavolta tireremo fuori l’altra meraviglia dal nostro garage la “Cinquecento Sporting” trasformata Giannini solo tre esemplari rigorosamente fatti dall’ing. Franco Giannini a un anno prima di morire”.

(Photogallery raduno Centro Commerciale “Auchan” di Torino)

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BLG BALCAN COMPANY ” IL FUTURO E’ DI CHI HA UN GRANDE PASSATO” L' ARTICOLO SPIEGA CHI E' BLG BALCAN COMPANY SOCIETA' DI INTERNAZIONALIZZAZIONE DI IMPRESE

In questo articolo vi spiegherò che cos’ è BLG Balcan Company.

In Italia, gli imprenditori italiani delle piccole e medie imprese, soprattutto il manifatturiero, “soffrono” per arrivare a fine mese e sentono il bisogno di guardare al di la dei confini nazionali.

Spesso sono frenati in quanto non sanno a chi rivolgersi anche perchè andare in un altro paese dove ci sono leggi e regole differenti dove serve qualcuno di veramente “fidato” per adempiere a tutto l’iter burocratico e mettersi d’accordo sul piano produttivo.

Ecco che qua la risposta noi l’abbiamo: BLG Balcan Company.

BLG Balcan Company si occupa di creare opportunità e garantire il corretto svolgimento delle attività delle aziende italiane all’estero.

Nata nel 2009 oggi è la prima rete di imprese attiva nei balcani con sedi in Albania, Kosovo, Macedonia e Montenegro.

Focus dell’azienda è l’internalizzazione delle imprese, ma non solo, BLG Balcan Company garantisce la sicurezza delle transazioni commerciali e rappresenta l’azienda italiana anche dal punto di vista legale e amministrativo rispondendo in solido.

BLG Balcan Company coopera con Compagnia delle Opere, Assoreti, Confindustria, API Lombardia, CIA Veneto, Coldiretti Nazionale, Ascom, Confcommercio e altre sigle nazionali.

“Ma perchè devo investire in Albania?” Tu mi potrai chiedere.

Io ti rispondo “Bassa pressione fiscale che è di circa il 15%, basso costo del lavoro e largamente diffusa la lingua italiana, forza lavoro altamente specializzata” ecco i primi motivi.

Questo invito a richiedere informazioni è per gli imprenditori delle piccole e medie imprese.

Durante il percorso di internazionalizzazione dell’impresa verrai affiancato da esperti e nulla è lasciato al caso.

BLG Balcan Company prevede incontri mensili i cosiddetti “Matching” cioè incontri tra imprese italiane e albanesi del proprio settore merceologico o di altri settori per sviluppare relazioni di business, confrontandosi e relazionare.

Inoltre, verranno attuate per il processo di internazionalizzazione:

  1. Analisi del mercato di destinazione, anche a livello di prodotto o di settore.
  2. Organizzazione dell’attività attraverso business plan e studi di fattibilità.
  3. Selezione di eventuali partner commerciali per la fornitura o la distribuzione.
  4. Scelta e costituzione della forma societaria più adatta.
  5. Operazioni societarie straordinarie, come fusioni, scissioni o joint ventures.
  6. Ricercaselezione e formazione del personale.
  7. Costituzione di uffici o locali per iniziare l’attività per l’insediamento nel mercato locale.
  8. Traduzioni legali e legalizzazione di titoli o certificati.
  9. Assistenza doganale legale, fiscale e commerciale.
  10. Contabilità e adempimenti fiscali della società.
  11. Rappresentanza e consulenza legale in materia di diritto immobiliare, diritto commerciale e diritto del lavoro.

Cura dei rapporti con le PA locali, analisi di bilancio e due diligence.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                   Per eventuali richieste o delucidazioni richiedere informazioni sotto al forum oppure collegarsi al sito BLG Group da questo link:http://www.balcancompany.com

BLG Balcan Company – Incontri tra imprenditori italiani e albanesi i cosiddetti “Matching”
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FIAT 700 UN MODELLO MAI ENTRATO IN PRODUZIONE A CAUSA DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE L' ARTICOLO SPIEGA LE CARATTERISTICHE DELLA FIAT 700 UN MODELLO MAI NATO PER COLPA DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE

 

La prima vettura della gamma 1940, costruita e sperimentata estensivamente fra il 1939 e il 1941, fu la FIAT 700.

Unico modello presentato al pubblico in occasione dell’inaugurazione di Mirafiori nel maggio 1939.

Furono esposte una berlina blu e una cabriolet amaranto, di cui si trova ancora menzione nell’inventario Fiat del 1943; delle due è giunta a noi solo la berlina del Centro Storico Fiat.

Nel verbale del Consiglio di Amministrazione di febbraio 1939, si scriveva ancora, riferendo della “700” che:

“l’azione governativa potrà in questo modo essere accompagnata a completare l’opera di sempre maggiore volgarizzazione dell’automobilismo in Italia, che la Fiat si propone quest’anno di rafforzare con la preparazione della nuova quattro posti popolare che sarà licenziata ai primi del 1940”

Quanto all’aspetto estetico della “700” si è già rilevata la somiglianza con la “1100” che si può ancora riscontrare nelle fotografie riportate in questo articolo.

Confrontandola con la “1100”, si poteva constatare come la riduzione di lunghezza (il passo era di 2.200 mm contro 2.420 nella “1100”) diminuisse di soli 35 mm lo spazio disponibile in lunghezza per i posti posteriori; il posto di guida non era diverso da quello della “1100” e il sedile posteriore era solo leggermente più stretto a causa dell’ingombro dei passaruota.

Fiat 700 prototipo Vista 3/4 anteriore

 

Ribaltando lo schienale di quest’ultimo si aveva accesso al bagagliaio.

La migliore compatibilità fra gli spazi era ottenuta grazie al motore più corto, spostato in avanti, e alla riduzione di dimensioni del bagagliaio, peraltro contenuta sfruttando la forma della carrozzeria meno sfuggente.

Il piano del pavimento era abbassato di circa 35 mm.

Il sistema di ventilazione era, infine, migliorato dalla presenza delle aperture laterali, davanti alle porte e dei deflettori anteriori, sino allora solo disponibili sulle “1500” e “2800”.

Occorre rendere evidente che non si hanno elementi per affermare che i prototipi presentati fossero definitivi o non fosse piuttosto prevista una forma diversa, ad esempio quella descritta in un disegno di aspetto più moderno, trovato in archivio riportato in questo articolo.

Fiat 700 prototipo Vista 3/4 posteriore

 

Nella versione cabriolet si nota il mantice di dimensioni ridotte che permetteva di mantenere la stessa cornice delle porte della berlina, con simili funzioni strutturali.

 

MOTORE A QUATTRO CILINDRI

 

Il motore a quattro cilindri con valvole in testa ripresentava l’architettura del “100” in dimensioni più contenute, con un alesaggio di 60 mm e una corsa di 65 mm, corrispondenti alla cilindrata di 735 cm^3.

La potenza raggiungeva 22 CV a 4.400 giri/min.

Come può vedersi dal disegno presente in questo articolo, testa e basamento erano costruiti in alluminio e la testa di disegno più complicato per la presenza dei condotti di aspirazione e scarico e per l’intercapedine di raffreddamento, era fusa in terra come per gli altri motori; il basamento era, invece, fuso in conchiglia.

Un brevetto del 1929 precisa come si pensasse di utilizzare questo processo fusorio.

La conchiglia, costruita in acciaio per non essere distrutta dopo ogni colata, come nel caso della fusione in terra, non permetteva di realizzare forme troppo complesse , con cavità interne estese, come avrebbero comportato l’intercapedine per l’acqua di raffreddamento e la cavità di alloggiamento dell’asse a camme e delle punterie.

Si era, per questo, progettata una forma di basamento aperta sia superiormente, sia sul fianco occupato dalla distribuzione, come si può rilevare nella sezione trasversale.

Le canne dei cilindri erano costruite in ghisa, calzate in sedi dedicate e trattenute in posizione da un colletto compresso dalla testa.

Posto di guida della Fiat 700

 

Il fianco sinistro del basamento era completamente aperto e sagomato con protuberanze che formavano, dopo opportune forature, le sedi di scorrimento delle punterie e i supporti dell’asse a camme, il vano della distribuzione era chiuso da un leggero coperchio di lamiera di adeguate dimensioni.

 

CAMBIO SINCRONIZZATO

 

Anche il cambio a quattro marce, fu migliorato rispetto a quello delle “100” e “1500” il cui progetto risaliva alla seconda serie della Balilla.

Nei cambi più vecchi, i sincronizzatori erano semplici anelli conici di bronzo, montati sul manicotto d’innesto.

Esercitando sulla leva del cambio uno sforzo non troppo intenso si poteva portare le due parti dell’ innesto alla stessa velocità, prima che i denti venissero a contatto.

Tuttavia, con un’azione troppo energica, era possibile provocare l’innesto prima che la sincronizzazione fosse compiuta, con sonore grattate.

Il sincronizzatore della “700” aveva, invece, gli anelli conici flottanti, montati con gioco all’interno del manicotto, come può vedersi dalla sezione un gioco angolare pari a mezzo dente impediva al manicotto d’innesto di avanzare se l’anello conico era trascinato in un verso o nell’altro dalla differenza di velocità delle due parti da collegare fra loro: in questo modo era possibile completare la manovra solamente a sincronizzazione avvenuta.

Si nota dal disegno che gli anelli del sincronizzatore erano spostati assialmente da molle di forma particolare, studiate per trasmettere alla mano del guidatore la sensazione del punto d’innesto.

Fiat 700 – Il divano posteriore appare ben imbottito, i vetri sono apribili a compasso

 

A causa di questa forma, l’ingombro assiale del sincronizzatore dovette essere aumentato fu necessario installare le ruote della prima e della seconda marcia sulla parte esterna del collare d’innesto della terza e della quarta, per contenere le dimensioni del cambio.

Questa particolarità fu presente sulla produzione Fiat fino alla “600”; dalla “1800” del 1959 si applicarono nuovi sincronizzatori più compatti.

 

SOSPENSIONI

 

Anche gli studi svolti sulla sospensione anteriore sono testimoniati da due brevetti del 1937 e del 1941.

Fu sviluppata la sospensione a quadrilateri trasversali con bracci di diversa lunghezza, con l’appoggio della molla ricavato sul montante cui era collegata la ruota, inoltre, per risparmiare peso, la leva superiore del quadrilatero era integrata con quella dell’ammortizzatore di tipo “Houdaille”.

I bracci della sospensione non erano quindi interessati dai carichi verticali insistenti sulla ruota e potevano essere esili e leggeri, inoltre, si potevano limitare anche le sollecitazioni sulle boccole, allora particolarmente delicate.

La sospensione posteriore della “700” era invece ancora di tipo classico con un ponte rigido su balestre semiellittiche.

 

SCOCCA INTEGRATA

 

L’intensità degli studi condotti sulla carrozzeria può essere dedotta dai quattro brevetti conseguiti fra il 1935 e il 1939.

Fiat 700 Cabriolet – Fu presentata nel 1939 insieme alla Berlina e si noti che l’apertura del tetto non compromette la resistenza della scocca

 

Uno di essi, del 1938, riveste particolare interesse perché individua un dettaglio progettuale, ripreso su quasi tutte le scocche integrate anche recenti, precisamente il brevetto prevedeva, su ciascun fianco della vettura, un longherone integrato con il pavimento (il cosiddetto brancardo), che, per non interrompere la sua continuità doveva essere modellato, in corrispondenza dell’assale posteriore, con curvature in elevazione e in pianta, per creare lo spazio necessario al movimento della sospensione.

Troviamo completa applicazione di questo brevetto sulla carrozzeria della “700”, lo schema di struttura applicato consiste, quindi in un pavimento in lamiera, con un rinforzo scatolato a forma di doppia omega che lo circonda lungo tutto il contorno, offrendo gli attacchi ai montanti che si collegano al tetto.

Nonostante che nel Consiglio di Amministrazione del Luglio 1939 si riferisse del completamento della sperimentazione e della messa in funzione delle principali attrezzature di stabilimento, gli attesi incentivi non furono mai istituiti.

Invece, nel febbraio del 1940, a causa della dichiarazione di guerra, si ebbe la prima di una serie di sospensioni alla circolazione stradale seguita dai prevedibili effetti sul mercato dell’automobile che fecero abbandonare ogni speranza su un prossimo sviluppo.

FIAT 700 – Si accede al bagagliaio ribaltando lo schienale posteriore, si noti l’incavo per l’alloggiamento esterno della ruota di scorta

 

Non vi erano più le condizioni per iniziare la produzione della “700”.

Se volete vedere un video vi rimando al seguente link:https://www.youtube.com/watch?v=gm_CkMxu1n0

DISEGNI TECNICI

 

 

Fiat “700” Cambio con terza e quarta sincronizzate.

Nonostante il miglioramento dei sincronizzatori, che comportò un aumento della loro lunghezza, la particolare disposizione con le ruote di prima, seconda e retromarcia concentriche al sincronizzatore lo rese particolarmente compatto.

 

Fiat “700” – Nell’archivio disegni è stato trovato questo secondo figurino per la “700” e potrebbe rappresentare la forma definitiva scelta per la vettura, più congruente con lo stile delle altre vetture della gamma.

Fiat “700” – Sezione del motore testa e basamento.

Erano costruiti in alluminio, la testa fusa in terra ha pareti molto sottili evidenziate dal condotto dell’olio riportato, il basamento era fuso in conchiglia, come si nota dalla grande apertura laterale per la distribuzione.

 

Fiat “700” – Lo schema dell’autotelaio fa notare il profilato a doppia omega che contorna il pavimento e si prolunga in due bracci a sostegno della sospensione anteriore e del motore.

 

Sospensione anteriore a quadrilatero per Fiat “700”.

Si noti che la molla agisce direttamente sul montante e il braccio superiore è integrato con l’ammortizzatore a leva.

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CONSIGLI DI ACQUISTO E RESTAURO DELLA FIAT “NUOVA 500” L' ARTICOLO FORNISCE DEI CONSIGLI DI ACQUISTO E RESTAURO DEL MODELLO FIAT "NUOVA 500"

In questo ultimo decennio, e precisamente dal 4 Luglio del 2007 quando, nella serata mondiale di Torino, è stata presentata “Welcome bambina” ovvero la “500” del futuro, è ritornata molto forte nelle persone la passione della “Nuova 500”, la sua antenata, intendo.

In questi dieci anni si è visto raddoppiare i consigli di restauro per la “vecchia” 500.

Tutto questo perchè il popolo ama, e ha nel cuore ancora l’antenata del 1957, dove, in questo blog si è dato lo spazio che merita, ti rinvio al link: https://www.michelemoraglio.it/fiat-nuova-500-made-italy

Perchè tutto il mondo ama ancora la “vecchia” 500?

Semplice, perchè l’hanno guidata tutti: la prima macchina, la patente presa appunto guidandola oppure essere accompagnati all’altare proprio dalla nostra beniamina.

Ci seguiva dappertutto, era come un componente della famiglia,   oggi chi mi chiama per consigli di restauro sento dalla voce una gioia come fosse ritornato un parente dopo tanti anni.

La nota dolente sono i prezzi non di acquisto che sono ancora abbastanza abbordabili ma nella fase della “rimessa in sesto”.

Vengo subito a quello che volevo scrivere in questo articolo: se voi vedete un “Nuova 500” abbandonata con targhe, avete subito risparmiato l’onere di rimmatricolarla, fate soltanto il restauro.

Ma come si presenta la “Nuova 500”?

Se vi imbattete in un modello di “Nuova 500” totalmente da restaurare, anche se l’avete pagato poco analizzate fondi e carrozzeria ed eventualmente andate con il vostro carrozziere di fiducia così si fa un idea del lavoro che andrà a fare.

Se restaurate una Fiat “Nuova 500″cercate di capire su quale modello state “mettendo le mani” in 18 anni il cinquino ha passato diversi modelli e anche diverse modifiche: la “D” e le due versioni “Economica” e “Normale”  per passare alla “F” alla “L” e infine alla “R”.

Certe volte vedo versioni “R” con musetti della “L” oppure con i gocciolatoi del padiglione con le cromature appartenenti soltanto alla versione “Lusso”, oppure macchine totalmente modificate…

Le prime versioni, e parlo della “D” sia Economica e Normale hanno prezzi decisamente alti in virtù del fatto che durante il restauro per acquistare i pezzi danneggiati o rotti gli stessi hanno prezzi molto alti rispetto alle versioni più recenti, se state acquistando una Fiat “Nuova 500” e la state restaurando vi rinvio ai link: http://www.passione500.it

Per capire le varie differenze dei modelli consiglio i libri di Alessandro Sannia, questo è il link:http://www.ilcammello.it

Fiat “Nuova 500” guida al restauro di Alessandro Sannia

 

Il libro di Alessandro Sannia riguardo alla Fiat “Nuova 500”

Se vuoi iscriverti al club che riunisce oltre 20.000 soci sparsi in tutto il mondo ti rinvio al link del Fiat 500 Club Italia di Garlenda (SV), questo è il link: https://www.500clubitalia.it

 

 

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