IL “GRUPPO VINTAGE” E LA SUA TRASFORMAZIONE IN CORSO L'ARTICOLO DESCRIVE IL CAMBIAMENTO DEL "GRUPPO VINTAGE"

Il “Gruppo Vintage” e la sua trasformazione.

In questo periodo una forte trasformazione si sta attuando nel Gruppo, la prima sta nella sua denominazione da “Vintage Group” durante l’anno solare sarà “Vintagegroup” e a partire dal nuovo anno cioè nel 2019 si chiamerà “Gruppo Vintage”.

Il perchè c’è lo spiega il responsabile Relazioni esterne del Gruppo  uscente perchè da inizio mese di Aprile, cioè dopo il Consiglio Generale dei Soci che deve ratificare questi cambiamenti importanti prenderà la carica di responsabile del brand “Web Development”.

 “Ho dovuto assolutamente attuare questa procedura per rimanere sul mercato odierno, questa trasformazione ci farà spendere molti soldi ma stiamo attuando strategie di marketing, collaborazioni future attraverso il brand “Web Development” marchio nato circa un anno fa ma già ci sta dando risultati ma ancora molto pochi rispetto alle aspettative”.

Una novità interessante che il brand potrà lavorare con i liberi professionisti e con le piccole e medie imprese “Stiamo accendendo la Partita IVA e solo questo brand potrà collaborare con l’esterno mentre gli altri marchi solo ed esclusivamente con i nostri Soci, non possiamo più operare in regime di esclusività dei Soci ma anche con persone che richiedono i nostri servizi che abbiamo sempre attuato internamente, praticamente la nostra esperienza di oltre vent’anni la mettiamo a favore di imprenditori e liberi professionisti”.

Prossimamente nuove figure amministreranno questo sito/blog del Gruppo ma ne parleremo più avanti.

“Stiamo procedendo molto cauti e con degli obbiettivi ben precisi e raffinati cosicchè durante il Consiglio parlerò direttamente ai Soci e li tranquilizzerò sul fatto di cambiare totalmente l’associazione ma questo non avverrà anche in virtù del fatto che abbiamo uno Statuto Sociale da rispettare e su alcuni punti dovremo cambiarlo ma non rivoluzionarlo”.

“Sono decisioni importanti ma è un passo che dobbiamo attuare “O così O chiudiamo definitivamente”.

 

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ASSOCIAZIONE NAZIONALE TUTELA PATRIMONIO MOTORISTICO L' ARTICOLO SPIEGA CHE COS' E' L' ASSOCIAZIONE TUTELA PATRIMONIO MOTORISTICO DELL'ING. CARLO NEGRI

In questo articolo parleremo dell’Associazione “Tutela Patrimonio Motoristico”  fondata dell’ingegnere Carlo Negri.

Questa associazione è nata per la salvaguardia del patrimonio motoristico italiano delle auto ventennali al riguardo della nuova legge sulla reintroduzione del bollo che è passato da tassa di circolazione a tassa di possesso, quindi da pagare annualmente anche se l’auto è ferma in garage.

L’ingegner Negri afferma che questo nuovo balzello da pagare porterebbe alla vendita soprattutto all’estero o alla rottamazione auto molto belle e ricercate degli anni novanta  perché in molti casi il bollo supera i 500 o 600 Euro annui.

Oltre alla perdita del Patrimonio Motoristico  ci sarebbe  un vero e proprio svantaggio a  tutto l’indotto che ruota attorno a queste auto tra meccanici, carrozzieri, elettrauto gommisti  e ricambisti con la relativa perdita di posti di lavoro.

All’ultima edizione della Fiera di Padova è stato contestato all’ ASI l’automotoclub storico italiano di non aver fatto nulla quando il governo varava la nuova legge sulla reintroduzione sui bolli di possesso ma allo stesso tempo faceva pagare certificati che adesso non servono più a nulla.

Carlo Negri  afferma che il nostro patrimonio motoristico rappresenta un bene storico, culturale e tecnologico da tutelare al fine di tramandare le conoscenze dell’ingegno che hanno portato allo sviluppo di uno dei nuclei fondamentali della moderna civiltà industriale italiana.

Il movimento per la conservazione del patrimonio storico è presente, oltre che nei Paesi dell’Unione europea, in tutti i Paesi industrializzati e rappresenta un valido esempio di salvaguardia delle testimonianze del progresso tecnico e produttivo nel campo dei trasporti, sia individuali che collettivi.
Secondo quanto sancito dall’articolo 9 della Costituzione, i veicoli di interesse storico possono essere considerati alla stregua di un repertorio museale meritevole di tutela.

Per saperne di più sulle attività o contattare l’ing. Negri questo è il link: https://it-it.facebook.com/Associazione-Tutela-Patrimonio-Motoristico-171994413362299/

 

MODULO DI ADESIONE

Da spedire on-line, compilata,  a questo indirizzo: negri.ing@gmail.com

 

REFERENTI REGIONALI

Giuseppe Mazziotta    Coordinamento Basilicata

Domenico Pepe              Coordinamento Lombardia

Ortensio Folino              Coordinamento Calabria

Claudio Cippirimerlo    Coordinatore Piemonte

Carlo Negri                       Coordinatore Sardegna

Carlo Negri                       Coordinatore Liguria

Claudio Cippirimerlo   Coordinatore Valle d’Aosta

Christian Shiye                Coordinatore Emilia Romagna

Lorenzo Fò Quadrini     Coordinatore Marche

Alessandro Scania Biineo   Coordinatore Veneto

Dario Metabond Russo    Coordinatore Lazio

Antonella D’intino       Coordinatore Abruzzo

Per mettersi in contatto consultare la loro pagina Facebook
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OMOLOGAZIONE ASI E GLI ALTRI REGISTRI DI MARCA FACCIAMO CHIAREZZA L'ARTICOLO SPIEGA LE DIFFERENZE DELLE VARIE OMOLOGAZIONI

Navigando in internet, molto spesso nei vari forum di auto d’epoca vedo trapelare l’argomento omologazioni.

“Ma se la mia Fiat la faccio omologare dall’ASI e meglio che farla omologare dal Registro Fiat?”

La risposta che ti do, da professionista di settore, è NO!

Molte persone si lasciano “trascinare dalla massa” ma a livello legale SONO PERFETTAMENTE UGUALI.

L’unica differenza che i Registri di marca sono “aperti al pubblico” nel senso che se tu vuoi iscrivere la tua auto vai direttamente in sede con l’ASI assolutamente NO!

L’ ASI, come ho scritto nel mio articolo qui all’interno del blog, se ti interessa approfondire il discorso ti rinvio al link:https://www.michelemoraglio.it/registri-storici-clubs-modello

è una federazione di clubs, quindi tu persona fisica non sei “socio ASI” ma “Tesserato ASI”, i soci dell’ASI sono I Registri di marca più altri clubs di modello che rispettano delle regole inserite nello Statuto Sociale della stessa ASI.

Comunque, non  è questo che a noi interessa ma la “bontà” della stessa omologazione.

Tu mi dirai che i commissari dell’ASI sono preparati sui vari modelli ma io ti ribatto che un commissario tecnico del Registro Fiat o di altri Registri è anch’esso preparato essendo monomarca.

I commissari tecnici nominati ad esempio dal Registro Fiat, spesso, hanno lavorato in catena di montaggio o in officina magari proprio sul modello da omologare quindi sanno per filo e per segno come era costruita la macchina in origine e sono altrettanto severi come l’ASI.

 

Targa omologazione ASI
Targa omologazione “Registro Fiat”

 

 

 

 

 

Come puoi vedere da questa foto l’unica cosa che differenzia le due omologazioni è la targa: l’ASI è ovale più piccola, mentre quella del Registro Fiat è molto più grossa , e forse, da rimodernizzare un pò in quanto questo modello di targa veniva usato anni fa dall’ASI poi abbandonato per optare a una più moderna e più piccola.

Lo stesso procedimento per l’omologazione è identico: compilare una scheda con tutte le caratteristiche del mezzo da certificare poi viene indetta la seduta vera e propria con appuntamento presso un’officina meccanica e se la tua auto d’epoca viene promossa successivamente ti verrà rilasciata la targa da applicare alla vettura.

L’IMPORTANTE E NON PRATICARE FORI PER APPLICARE LA TARGA PERCHE’ SE IL MEZZO HA IL BUCO AUTOMATICAMENTE E’ MODIFICATO!!!

Altra cosa importante non si dice più Omologazione ma “Identità” e sono scomparsi i tre gradi di classificazione.

L’unica cosa che cambia sono le quote: se sei iscitto nei Registri conviene che la certifichi dallo stesso Registro perchè per la certificazione ASI dovresti sborsare altri soldi e poi per avere la stessa cosa e servizio!!! Quindi fai tu.

Per altre informazioni riguardo alle varie attività dell’ASI ti rinvio al link: http://www.asifed.it

 

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LISTA DELLE AUTO STORICHE UN PO’ DI CHIAREZZA AL RIGUARDO L'ARTICOLO SPIEGA CHE COS'E' LA LISTA DELLE AUTO STORICHE E CHIARISCE IL DISCORSO

Da molto tempo e precisamente circa da una decina d’anni nel nostro ufficio arrivano richieste di delucidazioni per iscrizioni nei vari registri storici.

Arriva sempre la stessa frase“Ma la mia auto non è iscritta nella lista delle auto storiche”.

Ma che cos’è questa fantomatica lista?

Chi è delegato a compilare questa lista?

Chiariamo subito il concetto, non esiste nessuna lista delle auto storiche.

Il perchè lo scrivo subito.

L’ origine di questa “novità burocratica” arriva con il decreto “Salva 500”.

Legge chiamata così dalla popolazione ma un decreto legge n. 2575 presentato dagli onorevoli Magnalbò-Salvi che doveva regolamentare una volta per tutte il discorso “auto storiche” e accorpare una serie di regole e leggi tra i vari uffici, enti, comuni e regioni doveva “metter a tacere” tutti quanti.

Con il tempo e le varie legislature è andato perso.

Ma è rimasta questa fantomatica “lista delle auto storiche”.

La lista delle auto storiche era stata chiesta all’ASI molto tempo fa per ulteriore certificazione di auto di particolare interesse storico e collezionistico.

Alla fine anche i registri storici hanno recepito questo stilando anche loro una propria lista con il risultato di fare ancora una volta tanta confusione.

Lo Stato italiano voleva la piena collaborazione dei registri riconosciuti per legge per preservare auto con PARTICOLARI caratteristiche tecniche e di costruzione ma alla fine hanno compilato una lista con le auto dei loro associati e, a volte, a “lasciare fuori lista” auto che non erano iscritte nei loro registri.

Da quando il Governo centrale italiano ha tolto l’esenzione per i veicoli tra i 20 e i 30 anni ritorna “ad hoc” questo concetto.

“Ma la mia vettura se è iscritta nella lista non paga il bollo?”

In questo articolo spiego che la risposta è negativa, perchè “la lista” delle auto dai 20 ai 30 anni non è la lista di esenzione o certificazione ma la lista DI CHI DEVE PAGARE LA TASSA DI POSSESSO DEL VEICOLO.

Ecco cos’è  questa lista.

I registri storici hanno una propria lista delle auto MA DI FUTURO INTERESSE STORICO, ad esempio il Registro Fiat ha una lista consultabile da qui: http://www.registrofiat.it/

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BOLLO O TASSA DI CIRCOLAZIONE PER LE AUTO DAI VENTI AI TRENT’ANNI? l'ARTICOLO RIGUARDA LE ULTIME NOTIZIE AL RIGUARDO DEI VEICOLI DAI VENTI AI TRENT'ANNI

Leggo tra i vari blog che riguardano questo settore che in rete c’è ancora molta confusione per quanto riguarda il bollo per le auto dai venti ai trent’anni.

Leggi significative al riguardo non c’è ne sono ancora ma, c’è sempre un ma al riguardo perchè i “bolli e tasse di circolazione” riguarderebbero le Regioni ma ricordiamo che con la Legge di Stabilità nell’anno 2015 aveva abolito questo beneficio a danno dei proprietari di auto non ancora sufficientemente “di interesse storico e collezionistico”.

Le Regioni hanno più volte spostato il pagamento o addirittura non tenendo conto di ciò che aveva emanato lo Stato Centrale, l’ultima sentenza della Corte Costituzionale contro la Regione Veneto dicendo che non è possibile modificare ciò che ha stabilito lo Stato Centrale.

Quindi le auto dai venti ai trent’anni dovranno pagare il bollo auto.

Ma alcune Regioni hanno trovato un “giusto calmiere” cioè da mettere d’accordo Stato Centrale, clubs amatoriali e proprietari di auto, vediamo in sintesi cosa è stato deciso:

Regione Piemonte: Auto dai venti ai  ventinove anni pagano la tassa in misura ridotta del 10% mentre quelle trentennali sono esenti;

Regione Lombardia: Le auto e moto con più di vent’anni (IN POSSESSO DEL CERTIFICATO DI RILEVANZA STORICA) sono esenti dal bollo, quelle senza cioè adibite ad uso professionale pagano il bollo in base ai Kw e grado di inquinamento,quelle trentennali senza certificati pagano la “tassa di circolazione” cioè se si circola si pagherà 20 € per le moto 30 € per le auto;

Regione Sicilia: Veicoli storici pagamento di 75 € e 35 € per le moto storiche, mentre per le trentennali la Tassa di circolazione è 25,82 € per le auto 10.33 € per le moto;

Regione Lazio: E’ stato disposto che il tributo E’ OBBLIGATORIO ma in misura ridotta del 10% se provvisti di certificato rilasciato dai registri riconosciuti dallo Stato Italiano;

Regione Emilia Romagna: l’esenzione è stata mantenuta MA se provvisti di certificato rilasciato sempre dai Registri: gli importi sono 25,82 € per le auto e 10,33 € per le moto;

Regione Toscana: esenzione limitata al 10%;

Per le altre Regioni consultate i vari siti istituzionali alla voce “Tassa automobilistica-esenzioni”

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